
mercoledì 24 ottobre 2007
Un nazista in motorino

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Trevi bloody Trevi

Il patetico personaggio indicato come il presunto responsabile parla di “gesto futurista” . Ma il povero Marinetti fa zang-tumb-tumb nella tomba, perché quella non è vernice del sacco futurista ma semmai pop-art de noantri, action painting e total dripping alla Jackson Pollocche, estremo orgasmo cromatico di un Rothko Siffredi.
L’effetto dell’opera è comunque andato ben oltre le intenzioni dell’autore (prenotare un posto a “Porta a porta” o, in alternativa, un seggio in Regione con AN). Fontana di Trevi en rouge è molto più della cazzata di un cazzaro: è uno sbocco di sangue nel cuore dell’invasione turistica; qualcosa di più devastante della nuova linea della metropolitana, più penetrante del parcheggio sotterraneo del Pincio, più corrosivo dello smog che bulina giorno dopo giorno monumenti e polmoni, più raccapricciante delle affissioni elettorali abusive, più provocatorio delle 21 tonnellate di escrementi espulse ogni giorno dalla popolazione canina sui marciapiedi, più innovativo dell’ormai abusata trovata situazionista delle macchine in tripla fila.
Ultim’ora: l’autore della colorazione ha trovato rifugio presso un residence vicino a Pisa, dove Oliviero Toscani l’ha fotografato immerso in una vasca piena di vernice rossa. Il nome del Residence ? San Rossore.

Ultim'ora bis: individuata la vera responsabile dell'atto vandalico alla Fontana di Trevi. E' una pacifista americana. Eccola, nella foto, mentre mostra a Condoleeza Rice che quella roba rossa non era vernice...
martedì 16 ottobre 2007
Aridatece i soldi

domenica 14 ottobre 2007
LE MIE PRIMARIE

La mia proposta per la cinquina di candidati:
1) Mike Bongiorno: è ricco e dice un sacco di svarioni come Berlusconi, è amato dagli italiani molto più di Walter, ignorante come Calderoli, più sportivo di Prodi, onesto quanto Di Pietro, in tv ci sta più spesso di Luxuria e Fini, incassa le figuracce meglio di Mastella, ha una moglie intraprendente come Rutelli, e parla inglese meglio di tutti loro messi insieme.
2) Padre Pio: uno che fa miracoli anche da morto – quello che ci vuole per sistemare le cose in questo benedetto Paese.
3) Alba Parietti: è un po’ che non lavora, e una donna nella cinquina ci vuole comunque.
4) Bernardo Provenzano: uno che è sfuggito alla cattura per 43 anni, dirigendo da casa sua la più grande azienda italiana, ha le carte giuste per governare (se necessario, può farlo anche dal carcere di Terni).
5) Mister X o l’Uomo Della Strada: un cittadino italiano estratto a sorte. Da un punto di vista statistico, ci sono molte più probabilità di trovare una persona intelligente e onesta che non attraverso le tradizionali elezioni politiche.
Se vi va, potete votare fin da ora o proporre cinquine alternative inserendole nei commenti. E’ gratis.
sabato 13 ottobre 2007
Presi per il curricolo

Stavolta non evocherò la mia deputata di riferimento, Valdimir Luxuria, per prenderla di petto. Voglio darle l’opportunità di riscattarsi da un’attività parlamentare monocorde e poco incisiva. Negli ultimi mesi il ministro dell’Istruzione Fioroni ha imperversato sui media parlando di ritorno agli esami di riparazione e alle poesie a memoria. Ha fatto distribuire a tutti gli insegnanti un opuscolo dal titolo “Indicazioni per il curricolo per il primo ciclo d’istruzione”. Centoundici pagine di banalità pedagogiche, roba che qualsiasi diplomato magistrale padroneggia meglio del Ministro, il quale di lavoro faceva il medico democristiano (“obiettivo della Storia è comprendere il passato dell’uomo, partendo dallo studio delle testimonianze che il passato stesso ci ha lasciato”).Fioroni si è anche impegnato a creare un “nucleo tecnico scientifico” per stabilire un limite alle dimensioni e al peso degli zainetti che gli studenti italiani portano sulle spalle. Intanto, zitto zitto, stava pugnalando appunto alle spalle la scuola pubblica italiana, strappando alla finanziaria 151 milioni di euro per finanziare le scuole private. Nessuno s’è accorto di niente, e di recente il Ministro ha anche scritto ai dirigenti degli istituti paritari per farsi bello (la cosa è stata rivelata dal “Manifesto”).
Tanto per dire: alle scuole primarie paritarie andrebbero 19.367 euro per ciascuna classe.E pensare che in tante scuole elementari (pubbliche) i bambini, se vogliono andare in bagno, devono portarsi la carta igienica da casa. Proposta: usiamo le pagine dell’opuscolo sul curricolo. Si recupererebbero almeno le spese (minimo un paio di euro a copia, moltiplicato per circa 800.000 insegnanti…).
Uno dei pochi a lanciare l’allarme su questa scandalosa scelta del Governo, l’illustre pedagogista prof. Benedetto Vertecchi, in un’intervista al "Manifesto" di oggi .Vladimir, io qualche dritta te l'ho data: vedi un po’ che puoi fare, tu che sei laica, istruita, sensibile alle problematiche giovanili (sei tra i firmatari della proposta per una legge contro l’omofobia nelle scuole). L'omofobia è una brutta cosa, ma la scuola italiana ha anche qualche altro problemino. Prova ad alzare la voce su ‘sto fatto che il governo di sinistra fa tagli alla scuola pubblica e intanto prezzola quella privata… Forse è la volta buona che ti impegni con qualcosa di più ambizioso. (nella foto, una terza elementare alla quale è stato comunicato che, anche per quest'anno, si dovrà fare a meno di campo da tennis, piscina e carta igienica)
mercoledì 10 ottobre 2007
VOTI A PERDERE

Più la cosiddetta politica si allontana dalla società reale, più i cosiddetti politici si affannano a rassicurare i cittadini-elettori con pacche sulle spalle e inviti alla partecipazione nella fattispecie di consultazioni, referendum, primarie assortite, alla ricerca di un plebiscito o di un’investitura. “Ehi, ragazzi, diteci cosa ne pensate. Preferite Rosy o Walter?”
In questi giorni ha avuto luogo la consultazione referendaria, tra i lavoratori, sul “protocollo welfare”. Domenica prossima, le primarie del nascente Partito Democratico.
Ma che valore possono avere questo genere di consultazioni, a parte quello di una facile ricerca del consenso, di un po’ di marketing e di percentuali da sparare per vendersi poi qualsiasi cosa con lo slogan: “E’ la gente che lo vuole”.
Innanzitutto: chi è che conta i voti? Chi garantisce sulla regolarità degli scrutini e delle modalità di votazione? Già sono scoppiate polemiche a proposito del referendum sul welfare (si dice che ci sia gente che ha votato in più seggi ). E chi garantisce sulla possibilità che tutti gli schieramenti in campo abbiano avuto pari opportunità di far conoscere le proprie argomentazioni? Fonti attendibili mi raccontano di un’assemblea sindacale in una scuola romana, dove il delegato Cgil che doveva spiegare le ragioni del referendum, rispondeva a dubbi e critiche con una serie di “non so”, “non ho ben presente”, “mi devo informare.”
E’ ovvio che alla fine il banco (ovvero chi ha organizzato la consultazione) vince sempre. Lo dimostrano le dichiarazioni del dopo-partita. Veltroni: “ Il referendum sul welfare ha premiato le scelte del governo” . Rutelli: “Un risultato che mette a tacere chi aveva criticato la piattaforma con toni un po’ troppo forzati”. Prodi: “non verrà cambiato il protocollo sul welfare firmato dalle parti sociali, anche se l'esito del referendum è da prendere in seria considerazione”. Folco Giumbola: “Non ci sono stati brogli e lo possiamo dimostrare perché le schede erano su carta carbone”.
Dal punto di vista della democrazia , è un po’ come fare l’elemosina, con la differenza che qui è il mendicante-elettore che deve scucire la moneta. Dalla dichiarazione di intenti di Veltroni: “Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere alla stessa stregua dell'altro. Per questo abbiamo voluto il principio ‘una testa, un voto’“. Al modico prezzo di un euro. Presentarsi al seggio muniti di moneta spicciola.
In questi giorni ha avuto luogo la consultazione referendaria, tra i lavoratori, sul “protocollo welfare”. Domenica prossima, le primarie del nascente Partito Democratico.
Ma che valore possono avere questo genere di consultazioni, a parte quello di una facile ricerca del consenso, di un po’ di marketing e di percentuali da sparare per vendersi poi qualsiasi cosa con lo slogan: “E’ la gente che lo vuole”.
Innanzitutto: chi è che conta i voti? Chi garantisce sulla regolarità degli scrutini e delle modalità di votazione? Già sono scoppiate polemiche a proposito del referendum sul welfare (si dice che ci sia gente che ha votato in più seggi ). E chi garantisce sulla possibilità che tutti gli schieramenti in campo abbiano avuto pari opportunità di far conoscere le proprie argomentazioni? Fonti attendibili mi raccontano di un’assemblea sindacale in una scuola romana, dove il delegato Cgil che doveva spiegare le ragioni del referendum, rispondeva a dubbi e critiche con una serie di “non so”, “non ho ben presente”, “mi devo informare.”
E’ ovvio che alla fine il banco (ovvero chi ha organizzato la consultazione) vince sempre. Lo dimostrano le dichiarazioni del dopo-partita. Veltroni: “ Il referendum sul welfare ha premiato le scelte del governo” . Rutelli: “Un risultato che mette a tacere chi aveva criticato la piattaforma con toni un po’ troppo forzati”. Prodi: “non verrà cambiato il protocollo sul welfare firmato dalle parti sociali, anche se l'esito del referendum è da prendere in seria considerazione”. Folco Giumbola: “Non ci sono stati brogli e lo possiamo dimostrare perché le schede erano su carta carbone”.
Dal punto di vista della democrazia , è un po’ come fare l’elemosina, con la differenza che qui è il mendicante-elettore che deve scucire la moneta. Dalla dichiarazione di intenti di Veltroni: “Nel Partito democratico ognuno sarà e dovrà essere alla stessa stregua dell'altro. Per questo abbiamo voluto il principio ‘una testa, un voto’“. Al modico prezzo di un euro. Presentarsi al seggio muniti di moneta spicciola.
Ti tengo d'occhio

A proposito di voti sprecati: il mio, che diedi nell’ultima tornata elettorale (quella vera, non i sottoprodotti di cui si parla nel post adiacente) a Vladimir Luxuria.
Sei la mia parlamentare di riferimento e io ti tengo d’occhio, Vladimir. L’altra sera ti ho vista da Vespa. Si parlava delle solite cose: trasgender, differenza sessuale… (Vlady, perché qualche volta non parli di qualcos’altro? Ti ricordi del grande Foucault? Diceva, più o meno, che tutto il gran discorrere sulla sessualità e sulla sua presunta liberazione non è altro che una più insidiosa forma di potere, di controllo sui corpi e sulle coscienze dell’individuo moderno ).
A un certo punto del dibattito, si arriva al tema ‘diritto all’assistenza sanitaria per il cambiamento di sesso’ (personalmente, sono anche d’accordo e se passa la legge magari ci faccio un pensierino) . Comunque, a un certo punto, per una volta Vespa fa una domanda sensata. Rivolge il ditino verso Vlad e le fa: “E lei? Perché non ha fatto l’operazione per cambiare sesso?” Vlad lo guarda con i suoi occhioni e dice più o meno: “Io l’intervento di rinoplastica e quello di mastoplastica additiva li ho fatti a spese mie” Ma che c’entra adesso ‘sta storia? Vladimir, ma dove hai la testa? C’è Vespa che ti dà una bella opportunità e tu lo scambi per Elisabetta Gardini?
P.S.: Leggo sulla voce "Luxuria Vladimir" in Wikipedia: “Prima di entrare nel mondo politico, è stato vittima di violenze fisiche nella metropolitana di Londra, da un gruppo di naziskin”. Ovviamente condanno ogni violenza e mi dispiace per Vlad. Ma almeno adesso capisco perché è entrato nel mondo politico…
Sei la mia parlamentare di riferimento e io ti tengo d’occhio, Vladimir. L’altra sera ti ho vista da Vespa. Si parlava delle solite cose: trasgender, differenza sessuale… (Vlady, perché qualche volta non parli di qualcos’altro? Ti ricordi del grande Foucault? Diceva, più o meno, che tutto il gran discorrere sulla sessualità e sulla sua presunta liberazione non è altro che una più insidiosa forma di potere, di controllo sui corpi e sulle coscienze dell’individuo moderno ).
A un certo punto del dibattito, si arriva al tema ‘diritto all’assistenza sanitaria per il cambiamento di sesso’ (personalmente, sono anche d’accordo e se passa la legge magari ci faccio un pensierino) . Comunque, a un certo punto, per una volta Vespa fa una domanda sensata. Rivolge il ditino verso Vlad e le fa: “E lei? Perché non ha fatto l’operazione per cambiare sesso?” Vlad lo guarda con i suoi occhioni e dice più o meno: “Io l’intervento di rinoplastica e quello di mastoplastica additiva li ho fatti a spese mie” Ma che c’entra adesso ‘sta storia? Vladimir, ma dove hai la testa? C’è Vespa che ti dà una bella opportunità e tu lo scambi per Elisabetta Gardini?
P.S.: Leggo sulla voce "Luxuria Vladimir" in Wikipedia: “Prima di entrare nel mondo politico, è stato vittima di violenze fisiche nella metropolitana di Londra, da un gruppo di naziskin”. Ovviamente condanno ogni violenza e mi dispiace per Vlad. Ma almeno adesso capisco perché è entrato nel mondo politico…
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martedì 9 ottobre 2007
La mi porti una <<< bum!>>> a Firenze

Dal 25 al 28 ottobre si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze la seconda edizione del Festival della creatività. Tantissimi gli eventi in programma: concerti e dj set (tra gli altri Andy Fletcher dei Depeche Mode, Roy Paci, Giovanni Lindo Ferretti, Max Gazzè), spettacoli teatrali, laboratori per bambini, dibattiti e readings, sessioni di live painting.
Tra la miriade di appuntamenti, anche la presentazione di "Una bum! al Cantagiro". A darmi una mano, l’amico Bruno Casini, giornalista, scrittore e storico animatore della scena musicale fiorentina. Special guest,una star del pop dei favolosi anni Sessanta: Riccardo Del Turco – “Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà a iaia iai”, e ho detto tutto. L’appuntamento è per sabato 27 ottobre, ore 12.00, all Fortezza da Basso (Padiglione delle Nazioni, Arena Music Exposition)
(Mi scuso per l’abusato espediente tardo-futurista del bum!, ma ho notato che l’uso frequente della parola b***a provoca inquietanti intrusioni in questo blog da parte di agenzie di intelligence, nazionali ed internazionali, non so se mi spiego… Però ho scoperto che si può ovviare a questa cosa, mettendo delle opportune 'etichette' alla fine del post)
mercoledì 3 ottobre 2007
Vladimir, ma cosa mi combini?

Come si sarà capito, non sono un fan dell'onorevole Luxuria. Non è che voglia condurre una campagna denigratoria contro di lui, ma solo esercitare il diritto di critica verso il mio parlamentare di riferimento (nel senso che l'ho, ahimé, votato).
In un post precedente mi chiedevo come potesse il Luxuria conciliare i suoi fitti impegni artistici con un'attività parlamentare un minimo dignitosa (quanto basta a giustificare lo stipendio percepito mensilmente).
Ora scopro che, tra le poche cose di cui Vlad si è occupato fattivamente come parlamentare, c'è n'è una che mi lascia molto perplesso.
Il suddetto è infatti tra i firmatari di un emendamento a una proposta di legge che disciplina l'uso , su Internet, di brani musicali, immagini, opere d'ingegno di vario tipo. La legge ammette che tale uso sia gratuito quando non sia finalizzato a scopo di lucro ma per scopi scientifici o didattici, per finalità di critica, discussione o ricerca. In pratica: sul vostro blog o sito potete usare immagini, musica, citazioni da libri etc. purché da tale utilizzo non derivi un qualche profitto.
L'emendamento sostenuto dal Luxuria, invece, è volto a limitare tale utilizzo gratuito, stabilendo che in Internet , anche se per finalità di critica, discussione, ricerca o insegnamento, si possono pubblicare immagini e musiche solo se "a bassa risoluzione o degradati", ovvero file di qualità scadente e non paragonabile a quella delle opere originarie.
Gli esperti stanno ancora studiando che effetti possa avere , in concreto, questo emendamento. Ma non sembra una scelta destinata ad incentivare la libertà d'espressione su Internet, tendendo a ricondurre la gestione di filmati, musiche, opere d'ingegno "nel recinto dell'industria", e limitando in qualche modo una loro utilizzazione ai fini della ricerca o della critica libera e disinteressata (come sostiene l'interessante articolo dell'avvocato Guido Scorza: http://www.vnunet.it/it/vnunet/article/2007/09/26/c-era-volta-cultura-digitale).
Ma come! Per una volta che Luxuria fa qualcosa di concreto, mi va a fare un favore proprio all'industria editorialdiscograficomultimedialeetc. ?
Comunque, se la legge e l'emendamento dovessero essere approvati, Luxuria ha già le spalle coperte: basta guardare le immagini già sufficientemente "degradate" offerte nello Speciale su "Elena di Euripide" che compare nel suo sito: http://www.vladimirluxuria.it/view/speciali/elena.htm.
Ma i diritti, ad Euripide, glieli avrà pagati?
(Cazzo! Perché continuo a fare pubblicità al sito di V.L.?)
In un post precedente mi chiedevo come potesse il Luxuria conciliare i suoi fitti impegni artistici con un'attività parlamentare un minimo dignitosa (quanto basta a giustificare lo stipendio percepito mensilmente).
Ora scopro che, tra le poche cose di cui Vlad si è occupato fattivamente come parlamentare, c'è n'è una che mi lascia molto perplesso.
Il suddetto è infatti tra i firmatari di un emendamento a una proposta di legge che disciplina l'uso , su Internet, di brani musicali, immagini, opere d'ingegno di vario tipo. La legge ammette che tale uso sia gratuito quando non sia finalizzato a scopo di lucro ma per scopi scientifici o didattici, per finalità di critica, discussione o ricerca. In pratica: sul vostro blog o sito potete usare immagini, musica, citazioni da libri etc. purché da tale utilizzo non derivi un qualche profitto.
L'emendamento sostenuto dal Luxuria, invece, è volto a limitare tale utilizzo gratuito, stabilendo che in Internet , anche se per finalità di critica, discussione, ricerca o insegnamento, si possono pubblicare immagini e musiche solo se "a bassa risoluzione o degradati", ovvero file di qualità scadente e non paragonabile a quella delle opere originarie.
Gli esperti stanno ancora studiando che effetti possa avere , in concreto, questo emendamento. Ma non sembra una scelta destinata ad incentivare la libertà d'espressione su Internet, tendendo a ricondurre la gestione di filmati, musiche, opere d'ingegno "nel recinto dell'industria", e limitando in qualche modo una loro utilizzazione ai fini della ricerca o della critica libera e disinteressata (come sostiene l'interessante articolo dell'avvocato Guido Scorza: http://www.vnunet.it/it/vnunet/article/2007/09/26/c-era-volta-cultura-digitale).
Ma come! Per una volta che Luxuria fa qualcosa di concreto, mi va a fare un favore proprio all'industria editorialdiscograficomultimedialeetc. ?
Comunque, se la legge e l'emendamento dovessero essere approvati, Luxuria ha già le spalle coperte: basta guardare le immagini già sufficientemente "degradate" offerte nello Speciale su "Elena di Euripide" che compare nel suo sito: http://www.vladimirluxuria.it/view/speciali/elena.htm.
Ma i diritti, ad Euripide, glieli avrà pagati?
(Cazzo! Perché continuo a fare pubblicità al sito di V.L.?)
(nella foto: un'immagine degradata dell'on. Luxuria)
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lunedì 1 ottobre 2007
Il Patassa ci salverà
Andrea Patassini, meglio noto come "Patassa", si è imbattuto in "Una bomba al Cantagiro", l'ha letto e ha scritto una lusinghiera recensione sul suo blog Un libro ci salverà. Fa sempre piacere vedere qualcuno che si appassiona ad un libro (specie se il libro l'hai scritto tu). L'universo dei lettori è composto da persone che hanno le idee più chiare e gusti più complessi e indipendenti di quanto pensino i vari guru dell'editoria e del relativo marketing.
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